Antioco Giuseppe Casula

(Desulo 1878 – 1957)

“Antioco Casula, più noto sotto lo pseudonimo di Montanaru, si ha da ritenere, per concorde giudizio della critica, il più importante ed interessante poeta in volgare sardo della letteratura contemporanea.”.

Nato e cresciuto a Desulo, nel cuore della Barbagia, a 16 anni Antioco lascia la scuola e a 18 anni entra nell’Arma dei Carabinieri.

Inizia allora a scrivere poesie. Nel 1899, sulla “Piccola Rivista” di Ranieri Ugo, amico di Pascarella, Scarfoglio e D’Annunzio, viene pubblicato il sonetto “Desulo”: l’esordio di Montanaru. Ugo gli consiglia di pubblicare una raccolta con tutte le poesie di gioventù. È così che nel 1904 viene pubblicato “Boghes de Barbagia”, un libro molto apprezzato sia dai critici letterari del tempo Raffa Garzia e Antonio Scano, ma anche dagli scrittori Grazia Deledda e Sebastiano Satta.

Antioco lascia la carriera nell’Arma, ricomincia a studiare, prende il diploma e ritorna a Desulo per lavorare come maestro di scuola. La decide di cominciare una battaglia per diffondere la lingua sarda nella scuola. Perché la lingua sarda, diceva, ha la forza, la duttilità e la lucentezza del metallo e perciò balza viva come fresca polla dal cuore del popolo a cantare i dolori e le gioie, la forza e la speranza.

“Il diffondere l’uso della Lingua sarda in tutte le scuole di ogni ordine e grado non è per gli educatori sardi soltanto una necessità psicologica alla quale nessuno può sottrarsi ma è il solo modo di essere Sardi. […] Spetta a noi maestri in primo luogo di richiamare gli scolari alla conoscenza del mondo che li circonda usando la lingua materna.”

Nel 1922 pubblica il suo secondo libro di poesie, “Cantigos d’Ennargentu”, che lo consacra tra i poeti più grandi della Sardegna. Le sue poesie vengono tradotte in francese, in tedesco e in inglese. A questa raccolta segue, nel 1933, “Sos cantos de sa solitudine” e infine, nel 1950, “Sa Lantia”.

Nel 1925 viene incaricato di rappresentare la Sardegna al Primo Congresso nazionale dei dialetti d’Italia.

Dopo la fine del Fascismo, Antioco si iscrive al Partito Sardo d’Azione con l’auspicio di riuscire a trasmettere ai “Fratelli sardi” le sue idee per una Sardegna libera e indipendente.

Lo chiamano anche per fare il giurato al “Concorso nazionale di poesia dialettale”, presidente Giuseppe Ungaretti. In quell’occasione conosce Pier Paolo Pasolini, che apprezzerà moltissimo l’arte poetica di Montanaru.

Antioco Casula, nella sua opera, decide di non utilizzare la parlata popolare di Desulo. Egli utilizza una parlata logudorese “più alta”, con soltanto alcuni vocaboli della parlata desulese e qualche italianismo, che taglia e rivolta come meglio gli abbisogna per sposare l’agreste con il letterario, “metà che sa di cassapanca, di bisaccia e di bordone e metà che sa di biblioteca e di letteratura: Virgilio, Orazio e l’abate Meli sotto braccio con i pastori e i mandriani di Barbagia.”.

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