{"id":10880,"date":"2026-08-18T12:46:03","date_gmt":"2026-08-18T10:46:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/?p=10880"},"modified":"2026-08-18T12:46:06","modified_gmt":"2026-08-18T10:46:06","slug":"dizionario-etimologico-fonologico-in-lsc-e-repertorio-grafematico-academia-de-su-sardu-misura-la-politica-sui-fatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/dizionario-etimologico-fonologico-in-lsc-e-repertorio-grafematico-academia-de-su-sardu-misura-la-politica-sui-fatti\/","title":{"rendered":"Dizionario etimologico-fonologico in LSC e repertorio grafematico: Acad\u00e8mia de su Sardu misura la politica sui fatti."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Comunicato n 02\/2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3><strong>Appello sul rigore scientifico del bando RAS.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;associazione culturale <strong>Acad\u00e8mia de su Sardu APS<\/strong>, impegnata da quasi vent&#8217;anni nella tutela e valorizzazione del sardo parlato e scritto, ritiene doveroso intervenire nuovamente a seguito di una serie di polemiche scaturite dopo la pubblicazione del comunicato n. 01\/2026. Le osservazioni allora formulate restano integralmente valide: quanto segue non le sostituisce, ma le precisa nei punti che il dibattito di questi giorni ha reso centrali.<\/p>\n\n\n\n<p>Le recenti polemiche sorte attorno al bando della Regione Autonoma della Sardegna (RAS) per la realizzazione del dizionario etimologico-fonologico della lingua sarda rischiano di distogliere l&#8217;attenzione dal vero nodo della questione: la qualit\u00e0, la rappresentativit\u00e0 e la trasparenza degli strumenti linguistici regionali.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;<strong>Acad\u00e8mia de su Sardu APS<\/strong>, associazione culturale indipendente e apartitica, ribadisce che la tutela della lingua sarda non ha colore politico. Accogliamo con favore l&#8217;interrogazione presentata in Consiglio Regionale dal gruppo di Fratelli d&#8217;Italia, cos\u00ec come accoglieremo qualsiasi atto o iniziativa, da qualsiasi parte dell&#8217;emiciclo provenga, volti a garantire che le risorse pubbliche destinate al sardo vengano spese con rigore filologico e metodologico. Respingiamo ogni tentativo di far passare un dibattito tecnico per uno scontro di parte. Le obiezioni che abbiamo formulato riguardano il merito del progetto, ed \u00e8 nel merito che chiediamo risposta: le scelte metodologiche di un&#8217;opera finanziata con risorse pubbliche devono essere rese esplicite e adeguatamente motivate. Per questa ragione rivolgiamo una formale sollecitazione alla Presidente della Giunta, all&#8217;Assessore della Pubblica Istruzione e ai gruppi consiliari della maggioranza, affinch\u00e9 prendano una posizione chiara e trasparente sulle criticit\u00e0 strutturali del bando.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il perimetro del bando.<\/strong> Il primo punto su cui chiediamo alla maggioranza di esprimersi riguarda il perimetro dell&#8217;opera. La ricerca fonetica ed etimologica sul sardo parlato \u00e8 un lavoro necessario, e nulla di quanto scriviamo mette in discussione la competenza di chi vi prender\u00e0 parte. La questione \u00e8 un&#8217;altra: il bando colloca la LSC dentro quel perimetro. Una norma nata da una decisione amministrativa, e adottata dalla stessa Regione con delibera di Giunta come insieme di norme di riferimento a carattere sperimentale per la lingua scritta in uscita dell&#8217;Amministrazione regionale, viene cos\u00ec a trovarsi all&#8217;interno di un&#8217;opera di ricerca e ne riceve una credibilit\u00e0 che appartiene al metodo e non alla norma stessa. Il documento che istituisce la LSC dichiara del resto apertamente il proprio criterio di scelta: <em>\u00abtra un esito limba e un altro lingua, non si \u00e8 trattato di inventare un ipotetico ibrido [&#8230;] ma di scegliere un risultato linguisticamente pi\u00f9 identitario: limba\u00bb<\/em>. \u00c8 un criterio esplicitato dall&#8217;ente proponente, e non \u00e8 un criterio fonetico n\u00e9 etimologico. Chiediamo alla Giunta e ai gruppi consiliari di maggioranza di dire con chiarezza come intendano tenere distinti i due piani: il risultato della ricerca, che si misura sui dati e sulle fonti, e la norma di riferimento dell&#8217;Amministrazione regionale, che a quei dati non deve la propria esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le differenze tra le variet\u00e0.<\/strong> Ogni dizionario sceglie una voce principale, e il criterio con cui la sceglie ha un ruolo decisivo. Il capitolato stabilisce che in presenza di varianti formali il lemma \u00e8 quello standardizzato in LSC, e in LSC \u00e8 redatta anche la definizione di ogni voce. La LSC non \u00e8 una variet\u00e0 parlata, e il criterio con cui ne furono selezionate le forme \u00e8 basato, per dichiarazione del documento istitutivo del 2006, su ci\u00f2 che viene definito <em>\u00abun risultato linguisticamente pi\u00f9 identitario\u00bb<\/em>. Una forma scritta suggerisce gi\u00e0 una lettura, anche senza trascrizione accanto: chi consulta un dizionario legge il lemma e lo pronuncia come \u00e8 scritto. Si pu\u00f2 assumere che la trascrizione IPA riguardi le varianti locali, ma la voce principale che quelle pronunce accompagnano resta in LSC. Se il lemma della norma non coincide con le forme in uso, la lettura che esso suggerisce discende dalle regole della norma e non dal parlato. Se invece il lemma della norma, coincide con una forma attestata, la trascrizione della forma attestata ne documenta la pronuncia. In entrambi i casi la voce principale non \u00e8 quella usata dal maggior numero di parlanti: \u00e8 quella ritenuta pi\u00f9 emblematica. Chiediamo alla Giunta come intenda conciliare l&#8217;oggetto dichiarato dell&#8217;opera, il sardo parlato, con una voce principale non selezionata sulla stessa base.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il quadro normativo.<\/strong> Resta ferma la richiesta del rispetto integrale delle norme vigenti in materia, a partire dalla Carta europea delle lingue regionali e minoritarie. In particolare, l&#8217;articolo 8 della legge regionale n. 22\/2018 prevedeva l&#8217;istituzione della <em>Consulta della lingua sarda<\/em> entro quarantacinque giorni, con il compito di elaborare lo standard linguistico secondo i criteri fissati dalla legge stessa. Sono passati otto anni e la Consulta non \u00e8 mai stata nominata, mentre la Regione continua a promuovere per delibera una propria norma sperimentale, scavalcando l&#8217;organo che la legge indicava come sede legittima di quella decisione. \u00c8 lo stesso capitolato a richiamare la L.R. 22\/2018 come fondamento dell&#8217;azione regionale di indirizzo e coordinamento: il nesso tra quella legge e quest&#8217;opera lo stabilisce dunque l&#8217;Amministrazione, e non se ne pu\u00f2 invocare l&#8217;impianto ignorandone l&#8217;articolo 8.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il metodo.<\/strong> A queste criticit\u00e0 si affianca una considerazione di metodo. La pianificazione linguistica \u00e8 uno dei processi pi\u00f9 delicati nella tutela delle lingue minoritarie e non pu\u00f2 essere ridotta a una scelta amministrativa n\u00e9 trasformata in un atto di imposizione istituzionale. Le esperienze internazionali dimostrano come gli standard linguistici pi\u00f9 solidi siano quelli maturati attraverso un lungo processo di riconoscimento sociale, di condivisione tra i parlanti e di progressiva legittimazione culturale. Una lingua vive nella comunit\u00e0 prima ancora che negli atti amministrativi, e l&#8217;accettazione di una norma scritta \u00e8 un esito storico e sociale che nessuna istituzione pu\u00f2 stabilire in anticipo. Il ruolo delle istituzioni dovrebbe essere quello di sostenere ci\u00f2 che nasce dalla societ\u00e0 e dalla comunit\u00e0 scientifica, non quello di anticiparne artificialmente gli esiti. Nessun processo realmente democratico pu\u00f2 dirsi compiuto quando una norma linguistica viene calata dall&#8217;alto senza un consenso diffuso e senza un effettivo radicamento nei territori. Non si tratta di schierarsi con o contro l&#8217;opposizione, ma di scegliere se la Sardegna debba dotarsi di strumenti validi per la rivitalizzazione della lingua o accontentarsi di scorciatoie burocratiche. Ci aspettiamo che la Giunta e la maggioranza dimostrino nei fatti l&#8217;impegno per la valorizzazione del sardo, aprendo un tavolo di confronto con il mondo accademico e con le realt\u00e0 che operano a contatto con le comunit\u00e0 di parlanti. Le nostre richieste restano quelle indicate nel comunicato n. 01\/2026: una revisione dell&#8217;impianto, perch\u00e9 le risorse pubbliche siano destinate al sardo effettivamente parlato e trasmesso. L&#8217;Acad\u00e8mia de su Sardu conferma la propria disponibilit\u00e0 a un dialogo istituzionale, serio e costruttivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Monserrato (CA), 08.08.2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">L\u2019associazione culturale<br>Acad\u00e8mia de su Sardu APS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;associazione culturale Acad\u00e8mia de su Sardu APS, impegnata da quasi vent&#8217;anni nella tutela e valorizzazione del sardo parlato e scritto, ritiene doveroso intervenire nuovamente a seguito di una serie di polemiche scaturite dopo la pubblicazione del comunicato n. 01\/2026<\/p>\n","protected":false},"author":38,"featured_media":10881,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[335],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10880"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/wp-json\/wp\/v2\/users\/38"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10880"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10884,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10880\/revisions\/10884"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/srd\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}