{"id":601,"date":"2014-01-10T11:04:07","date_gmt":"2014-01-10T09:04:07","guid":{"rendered":"http:\/\/academiadesusardu.wordpress.com\/?p=601"},"modified":"2014-01-10T11:04:07","modified_gmt":"2014-01-10T09:04:07","slug":"mastino-arrespundit-a-milia-non-sono-le-universita-gli-assassini-del-sardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/mastino-arrespundit-a-milia-non-sono-le-universita-gli-assassini-del-sardo\/","title":{"rendered":"Mastino arrespundit a Milia: &#8220;Non sono le Universit\u00e0 gli assassini del Sardo&#8221;."},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align:justify;\">Teneus su praxeri de ponni in domu nosta (ospitare) s&#8217;art\u00ecculu de prof. Attilio Mastino, Arretori de s&#8217;Universidadi de T\u00e0tari, bessiu in s&#8217;Unioni Sarda de oi.<\/div>\n<div style=\"text-align:justify;\">S&#8217;art\u00ecculu andat in s\u00e8tiu (\u00e8 coerente) po su chi pertocat (riguarda) sa pol\u00ectica lingu\u00ecstica, cun su chi S&#8217;Acad\u00e8mia \u00a0at s\u00e8mpiri nau: NO A SA LSC, \u00a0EJA A SU SARDU A DUAS ARR\u00c8GULAS (CAMPIDANESU E LOGUDORESU). Custu matessi parrimentu (opinione) dd&#8217;eus l\u00ecgiu unas cantu cidas a oi in s&#8217;art\u00ecculu de prof. Eduardo Blasco Ferrer, chi s&#8217;\u00f2mini podit ligi (si pu\u00f2 leggere) in custas p\u00e0ginis de s&#8217;Acad\u00e8mia.<\/div>\n<h1 style=\"text-align:justify;\"><\/h1>\n<h2 style=\"text-align:justify;\">Mastino risponde a Milia: &#8220;Non sono le Universit\u00e0 gli assassini del Sardo&#8221;.<\/h2>\n<div>\n<div>Ho ricevuto solo ieri il cartoncino di invito, quasi illeggibile, per l&#8217;Ottava conferenza sulla lingua sarda, stampato con una grafica pessima, con errori e una toppa che tende a nascondere un tardivo ripensamento, per evitare le spese di una ristampa. Mi rammarico per la sciatteria e per il ritardo, che mi impedir\u00e0 di essere presente come avrei voluto. Ma ormai da diversi anni gli inviti arrivano con ampio ritardo: non sar\u00e0 per caso una strategia nei confronti degli invitati scomodi?<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Vedo su L&#8217;Unione Sarda l&#8217;articolo di Celestino Tabasso dove l&#8217;Assessore Regionale alla cultura sostiene che le Universit\u00e0 lo hanno deluso e non sanno che il Sardo \u00e8 una lingua normale, perch\u00e9 \u00absarebbero portate a ricoprire una posizione di predominio\u00bb. L&#8217;Assessore ora sposa fino in fondo le tesi del direttore del Servizio Lingua Sarda, che si ritiene costituito ufficialmente come guardiano del tempio dell&#8217;ortodossia linguistica e si dedica a dare colpi a tutti coloro che scantonano dal suo illuminato pensiero, comunque sempre dalla parte del potere. Forse l&#8217;Assessore farebbe bene a non avventurarsi in discussioni su lingue normali, normalizzate etc., rischia di fare confusione. Viene da domandarsi quanto la lingua sarda sia stata usata negli ultimi anni come strumento di consenso politico, tenendosi sempre ben lontani dal valorizzarla nel senso voluto dai parlanti. \u00c8 cos\u00ec che si crea una lingua normale? E cosa \u00e8 stato fatto per far crescere il numero degli interventi in sardo in Consiglio Regionale?<br \/>\nMi sorprende questo nuovo attacco facile facile all&#8217;Universit\u00e0 di Sassari, che ha sempre inteso contribuire a realizzare corsi di aggiornamento per la formazione di insegnanti di lingua e cultura sarda e a fornire un quadro di riferimento metodologicamente avanzato, in sintonia con le pi\u00f9 recenti acquisizioni della ricerca linguistica e filologica. L&#8217;Universit\u00e0 obbedisce a logiche di applicazione di standard internazionali riconosciuti sul piano scientifico: a dognunu s&#8217;arte sua, naraiada kuddu chi crastaida tilipilches. Assai opportuno sarebbe stato rispettare l&#8217;autonomia didattica e scientifica delle Universit\u00e0, coinvolgendole gi\u00e0 in sede di individuazione degli obiettivi e delle strategie. Il Progetto di formazione \u201cIl Sardo a scuola\u201d per gli insegnanti non \u00e8 stato realizzato dall&#8217;Universit\u00e0 di Sassari solo per un motivo: per tre anni abbiamo aspettato il via libera dell&#8217;Assessorato, che nelle ultime settimane ha finalmente approvato il progetto perch\u00e9 \u00abcongruo con le linee guida del Piano triennale 2008-10\u00bb. Ma ormai le somme erano andate in perenzione. Dunque non abbiamo speso un solo euro, le numerose discipline di area sardistica dei nostri Dipartimenti sono state attivate solo con fondi universitari.<br \/>\nNon cercavo polemiche con il mio amico Sergio Milia: ma ora mi vedo costretto a sfidare l&#8217;Assessore a confrontarsi pubblicamente con me in lingua sarda: io parler\u00f2 volentieri nel logudorese di Bosa, la lingua (che per Corongiu non esiste) alla quale non voglio rinunciare per una LSC standard e normale, che sarebbe pi\u00f9 autorevole della tradizionale \u00abaccozzaglia di dialetti\u00bb visti con disprezzo e superiorit\u00e0 davvero coloniale. Noi non vogliamo impoverire il lessico stratificato per adottare un banale esperanto. Sergio Milia scelga pure la LSC e risponda come crede. Io\u00a0<strong>parlo<\/strong>\u00a0in sardo, altri\u00a0<strong>ne parlano<\/strong>\u00a0.<br \/>\nRibadisco che gli \u00abassassini del sardo\u00bb sono quelli che vogliono abbandonare la difesa della ricchezza di una lingua che non pu\u00f2 essere disprezzata per la sua immaginaria storia di \u00abframmentazione linguistica dialettale\u00bb. La via maestra, nella difesa delle lingue minoritarie, \u00e8 l&#8217;accettazione delle diversit\u00e0 in ogni loro manifestazione.<br \/>\nNon fa parte della nostra cultura accettare espressioni irrispettose nei confronti della lingua sarda. Non \u00e8 nella nostra educazione culturale l&#8217;esclusione nei confronti di chi la pensa diversamente, sia pur impegnato verso obiettivi comuni. Ho trovato offensivi i giudizi rivolti da Giuseppe Corongiu verso i premi letterari, voluti dalla \u00abcultura egemone\u00bb per solleticare \u00abil poeta dopolavorista\u00bb. Si pu\u00f2 concordare con l&#8217;esigenza di difendere l&#8217;unitariet\u00e0 della lingua sarda, ma senza stringerla in un abbraccio mortale: l&#8217;Assessorato pu\u00f2 operare efficacemente attraverso gli sportelli linguistici proprio in questa direzione.<br \/>\nAl di l\u00e0 delle dichiarazioni di principio, voglio ribadire che l&#8217;Universit\u00e0 di Sassari \u00e8 fortemente impegnata per la difesa della lingua sarda come lingua dell&#8217;oggi e del domani. L&#8217;Universit\u00e0 prende l&#8217;impegno per difendere e qualificare l&#8217;insegnamento delle lingue minoritarie e della lingua sarda nel nostro Ateneo al servizio della scuola sarda. La lingua sarda \u00e8 stata pensiero, riflessione, strumento per intendere la realt\u00e0, per entrare in comunicazione con gli altri sardi, in una comunicazione orizzontale profonda.<br \/>\nIl nostro Ateneo vanta una tradizione di studi in materia di Lingua Sarda: penso a Massimo Pittau, Nicola Tanda, Giulio Paulis, Giovanni Lupinu, Dino Manca, Carlo Schirru, Fiorenzo Toso, ma anche a tanti altri, pi\u00f9 o meno strutturati e incardinati nell&#8217;Accademia. Di conseguenza non posso accettare giudizi offensivi e invito l&#8217;Assessore ad innalzare il livello e la qualit\u00e0 del dibattito, ad allargare gli orizzonti, a migliorare l&#8217;immagine della Regione Sarda, a stampare programmi che abbiano un minimo di dignit\u00e0 e di rispetto per i temi affrontati.<br \/>\n<strong>Attilio Mastino<br \/>\nRettore dell&#8217;Universit\u00e0 di Sassari<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Da L&#8217;Unione Sarda del 10\/01\/2014<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teneus su praxeri de ponni in domu nosta (ospitare) s&#8217;art\u00ecculu de prof. Attilio Mastino, Arretori de s&#8217;Universidadi de T\u00e0tari, bessiu in s&#8217;Unioni Sarda de oi. 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