{"id":10872,"date":"2026-07-07T11:10:56","date_gmt":"2026-07-07T09:10:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/?p=10872"},"modified":"2026-07-07T11:16:52","modified_gmt":"2026-07-07T09:16:52","slug":"comunicato-dellassociazione-culturale-academia-de-su-sardu-aps-sul-dizionario-etimologico-fonologico-sardo-italiano-italiano-sardo-della-ras-in-lsc-e-repertorio-grafematico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/comunicato-dellassociazione-culturale-academia-de-su-sardu-aps-sul-dizionario-etimologico-fonologico-sardo-italiano-italiano-sardo-della-ras-in-lsc-e-repertorio-grafematico\/","title":{"rendered":"Comunicato dell&#8217;associazione culturale Acad\u00e8mia de su Sardu APS sul dizionario etimologico-fonologico sardo-italiano\/italiano-sardo della RAS in LSC e repertorio grafematico."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Comunicato n\u00b0 01\/202<\/strong>6<\/p>\n\n\n\n<h3>160mila euro per un dizionario che non salver\u00e0 una sola parola dallo spopolamento linguistico<\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;associazione culturale Acad\u00e8mia de su Sardu APS, ente del terzo settore impegnato da anni nella tutela, nella valorizzazione e nel rinforzo dell&#8217;utilizzo della lingua sarda parlata e scritta, interviene sul progetto del servizio approvato dalla Regione Autonoma della Sardegna per la creazione di un dizionario etimologico-fonologico online sardo-italiano\/italiano-sardo.<\/p>\n\n\n\n<p>La RAS stanzia 163.934,43 euro di fondi pubblici per un&#8217;opera che, a un esame tecnico, si regge su basi contraddittorie fin dal titolo. Il progetto prevede che i lemmi siano redatti secondo le norme della Limba Sarda Comuna (Delibera di Giunta 16\/14 del 2006) e che il dizionario includa una trascrizione fonetica IPA o, in alternativa, un file audio per ogni voce. \u00c8 qui che il progetto smentisce se stesso: la LSC nasce, per stessa ammissione della Regione, come proposta ortografica sperimentale a uso interno dell&#8217;amministrazione, non come lingua parlata dotata di una pronuncia propria. Pretendere di allegarle una fonetica ufficiale significa costruire a tavolino l&#8217;accento di una lingua che nessuna comunit\u00e0 parla cos\u00ec, in nessun paese della Sardegna. Un dizionario fonetico presuppone un parlante reale da registrare, non una convenzione grafica da recitare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paradosso si aggrava se lo si legge insieme alla storia recente della politica linguistica regionale. L&#8217;introduzione del Repertorio grafematico sperimentale nel 2022 (Delibera 18\/13) era stata presentata come un passo verso il riconoscimento delle variet\u00e0 reali del sardo, in apparente superamento della rigidit\u00e0 della LSC. Tre anni dopo, le certificazioni B2 e C1 restano redatte in LSC e questo stesso bando impone ai lessicografi di compilare le schede in LSC. Il cambio di rotta annunciato nel 2022 non ha prodotto nulla: la Regione continua a trattare come standard di fatto una norma che aveva definito, per iscritto, sperimentale e a uso circoscritto.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo si aggiunge un&#8217;inadempienza istituzionale che precede il bando stesso e ne mina la legittimit\u00e0. La L.R. n\u00b0 22\/2018, all&#8217;articolo 8, prevede l&#8217;istituzione della Consulta della lingua sarda entro 45 giorni dall&#8217;entrata in vigore della legge, con il compito specifico di elaborare uno standard linguistico sulla base dei criteri fissati al comma 4 dello stesso articolo. Sono passati otto anni e la Consulta non \u00e8 mai stata nominata. La Regione continua nel frattempo a promuovere, tramite delibere di giunta e bandi come questo, una propria norma sperimentale, scavalcando l&#8217;organo che la legge stessa aveva individuato come sede legittima per quella decisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi \u00e8 poi un profilo di legittimazione democratica che non pu\u00f2 essere ignorato. La Limba Sarda Comuna non \u00e8 il risultato di un percorso deliberativo che abbia coinvolto le comunit\u00e0 linguistiche della Sardegna nella scelta di adottare una variet\u00e0 comune come propria lingua di riferimento. Si tratta di una soluzione elaborata in sede amministrativa e progressivamente assunta come standard operativo dalla Regione. Una scelta di tale portata, destinata a incidere sul patrimonio linguistico di un&#8217;intera collettivit\u00e0, dovrebbe invece maturare attraverso un confronto ampio, partecipato e realmente rappresentativo dei parlanti, poich\u00e9 una lingua trae la propria autorevolezza dall&#8217;uso vivo delle comunit\u00e0 e non da un atto amministrativo.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione non pu\u00f2 essere affrontata prescindendo dai principi internazionali sulla tutela del patrimonio culturale immateriale. Le lingue appartengono anzitutto alle comunit\u00e0 che le parlano e le trasmettono, non alle amministrazioni che ne disciplinano l&#8217;uso. Ogni politica linguistica dovrebbe quindi avere come obiettivo prioritario la salvaguardia della diversit\u00e0 delle variet\u00e0 storiche, sostenendo le comunit\u00e0 di parlanti e favorendo la trasmissione intergenerazionale della lingua, piuttosto che sostituire tale patrimonio vivente con una norma elaborata dall&#8217;alto. Quando \u00e8 la comunit\u00e0 ad adattare gli strumenti istituzionali, la lingua si rafforza; quando, invece, sono le comunit\u00e0 a dover adattarsi a uno standard amministrativo, il rischio \u00e8 quello di indebolire proprio la ricchezza culturale che si dichiara di voler tutelare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nodo pi\u00f9 importante riguarda proprio l&#8217;efficacia dello strumento nel merito, non il principio. Uno strumento digitale pu\u00f2 sostenere utilmente la trasmissione di una lingua minoritaria quando documenta il parlato reale delle comunit\u00e0: \u00e8 esattamente per questo che progetti di questo tipo hanno senso solo se costruiti sui parlanti veri, non su una convenzione scritta. Questo dizionario, cos\u00ec come \u00e8 concepito, non lo fa. La pronuncia che si appresta a codificare come standard \u00e8 un&#8217;invenzione ortografica, stabilita a tavolino, che non appartiene a nessuna famiglia sarda e non corrisponde al modo in cui nessuna comunit\u00e0 dell&#8217;isola parla davvero. Non diventa la lingua di una casa solo perch\u00e9 \u00e8 scritta in un dizionario online. Presentarla come misura di rivitalizzazione linguistica \u00e8 una scorciatoia politica, una soluzione di bandiera che permette all&#8217;amministrazione di dire di aver agito, mentre evita il problema vero, ben pi\u00f9 scomodo e che richiede ben altro coraggio, cio\u00e8 mettere in discussione l&#8217;idea stessa che il sardo debba essere ricondotto a un&#8217;unica norma decisa dall&#8217;alto perch\u00e9 possa dirsi tutelato.<\/p>\n\n\n\n<p>Acad\u00e8mia de su Sardu APS propone alla Regione un cambio di paradigma, non solo di capitolo di spesa. Qualunque standard unico, per quanto elaborato con cura, non pu\u00f2 rispettare la reale diversit\u00e0 interna del sardo: le nostre analisi su questo punto sono gi\u00e0 pubbliche e a disposizione di chi voglia verificarle nel merito. Continuare a finanziare progetti che presuppongono una norma unica calata dall&#8217;alto, magari camuffata da neutralit\u00e0 tecnica come in questo bando, significa scegliere la strada sbagliata a prescindere da quanto sia ben scritto il singolo capitolato. Va ricordato che la stessa legge quadro statale sulle minoranze linguistiche storiche, la n. 482 del 1999, prevede gi\u00e0 all&#8217;articolo 5 il finanziamento di progetti nazionali e locali nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali delle comunit\u00e0 di minoranza: uno strumento che la Regione potrebbe utilizzare in sinergia con le risorse proprie, invece di destinare quelle risorse alla codificazione di una norma amministrativa. La Sardegna dispone gi\u00e0 di strumenti di consultazione consolidati, come il Ditzion\u00e0riu online regionale, a disposizione tanto del cittadino comune quanto degli operatori linguistici e degli sportelli linguistici sul territorio. Non c&#8217;\u00e8 quindi un vuoto lessicografico da colmare con l&#8217;ennesima piattaforma unica. Quei 160mila euro avrebbero un impatto reale se affidati, tramite bandi e convenzioni, alle associazioni e alle realt\u00e0 che sul territorio lavorano gi\u00e0 a contatto con le comunit\u00e0 e con le variet\u00e0 storiche realmente parlate: chi fa immersione linguistica precoce nei nidi e nelle scuole dell&#8217;infanzia, chi produce contenuti multimediali per bambini e ragazzi, chi forma educatori ed educatrici sul parlato reale del proprio paese. Sono queste realt\u00e0, e non un ufficio regionale che sceglie una grafia, a rappresentare davvero la comunit\u00e0 linguistica sarda.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sardo si mantiene vivo nelle strade, nelle case, tra chi lo parla oggi e chi potrebbe impararlo domani. Non in un archivio consultabile da un sito istituzionale destinato, con ogni probabilit\u00e0, a restare deserto.<\/p>\n\n\n\n<p>MONSERRATO (CA), 06.07.2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">L\u2019associazione culturale<br>Acad\u00e8mia de su Sardu APS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;associazione culturale Acad\u00e8mia de su Sardu APS, ente del terzo settore impegnato da anni nella tutela, nella valorizzazione e nel rinforzo dell&#8217;utilizzo della lingua sarda parlata e scritta, interviene sul progetto del servizio approvato dalla Regione Autonoma della Sardegna per la creazione di un dizionario etimologico-fonologico online sardo-italiano\/italiano-sardo.<\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[335],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10872"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10872"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10872\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10876,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10872\/revisions\/10876"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10872"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.academiadesusardu.org\/src\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}